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1975
Nel 1975 si campeggia a Paneveggio.
Il luogo Cheta,geograficamente Carigole, si rivela fantastico, un autentico paradiso, e per la prima volta si decide di ritornare l'anno seguente. Nel frattempo don Filippo Boninsegna, instancabile lavoratore, viene sostituito da don Marco Alessandrini. La società cambia ed anche a Povo il mondo dei giovani è in rapida evoluzione. Qualcuno avverte l'esigenza di una risposta più completa ai bisogni dei ragazzi, una risposta che, per quanto possibile, sia presente anche durante l'anno e non solo nello spazio, necessariamente limitato, del campeggio. Per questo si provvede a riorganizzare i compiti, mentre altre persone volenterose si aggiungono alla compagnia.
dal 1976 al 1979
Il numero dei ragazzi a Povo è sempre in crescendo. Il C.T.G. cerca di far fronte a questa realtà organizzando più turni di campeggio. Nasce anche una collaborazione con l'istituto ENAOLI, allora presente a Povo, per dare anche ai suoi ragazzi la possibilità di partecipare al campeggio insieme ai loro coetanei. Trascorrono così il 1976 e il 1977. Il 1978 porta un'altra novità: alcuni giovani che un tempo erano stati campeggiatori si riuniscono sotto la guida di padre Lodovico Maule, decidendo di continuare l'esperienza di un tempo. Viene così ad aggiungersi agli altri turni il "Campeggio dei giovani", al quale il C.T.G. mette a disposizione la baita e le attrezzature necessarie. Da menzionare, negli anni seguenti, la partecipazione a questo campeggio del gruppo Jonathan di Roma. A partire da questo momento le strutture del campeggio verranno usate saltuariamente anche da gruppi di famiglie.
Nel 1979 i campi dei ragazzi vengono fatti senza l'appoggio di un sacerdote a causa dell'assenza di un cappellano in parrocchia. Il 1979 segna pure un altro brutto periodo nella storia del C.T.G. in quanto al suo interno si viene a creare una nuova spaccatura e alcune persone decidono di abbandonare il gruppo. Tutto questo, comunque, è servito alla maturazione del C.T.G., al suo interrogarsi su ciò che è meglio per i ragazzi e al suo diventare sintesi di diversi modi di pensare.
1980
Il 1980 segna l'arrivo di don Lucio Tomaselli che diventerà figura trainante nei successivi anni di campeggio e di attività con i ragazzi.
Il 1980 però porta pure una notizia triste: dobbiamo andarcene da Cheta. Dopo tanto lavoro per sistemare la baita il padrone non rinnova più il contratto: l'anno successivo dovremo lasciare Cheta. Tutto questo però non ci impedisce di ripartire un'altra volta con entusiasmo e l'organizzazione si rimette subito in moto per trovare un altro posto adatto a campeggiare. Vengono esaminate molte zone e frutto di queste ricerche è anche una baita a Brusago, che il C.T.G. affitta e, successivamente, dà in gestione ad un gruppo di famiglie di Povo, le quali vi lavoreranno, rendendola più abitabile e confortevole. Per i campeggi dei ragazzi, vagliate le diverse possibilità, viene scelta una zona della Val di Rabbi vicina a Pracorno: "Maset". Il posto all'inizio desta serie perplessità ma, con l'impegno di tante persone, nei pendii vertiginosi della zona vengono ricavate le piazzole per poter piantare le tende e la baita, sistemato il tetto e pavimentati alcuni locali, viene rimessa a nuovo. Già a fine estate a Pracorno campeggiano un gruppo di giovani e, in seguito, alcune famiglie.
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